Saturday, July 21, 2018
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Juve, Caldara: “Un onore essere qui. Marcare CR7? Meglio non pensarci. Ecco perché ho scelto il 13”

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​Mattia Caldara chiude la tre giorni di conferenze stampa di presentazione in casa ​Juventus. Dopo Perin e Cancelo, ecco Mattia Caldara. Il nuovo difensore bianconero ha parlato di Cristiano Ronaldo e anche del suo arrivo in bianconero: “E’ un momento molto importante per me, ne sono consapevole. So che sono in una grande squadra e dovrò dimostrare ogni giorno di meritarmela. Giocare con un campione come Cristiano Ronaldo mi incuriosisce e voglio vedere come si allena per capire i suoi segreti perché per restare a grandi livelli per così tanto tempo c’è anche una questione di mentalità. Il centro sportivo della Juve è di altissimo livello, con campi e palestra di primissimo livello. In questi giorni ho iniziato a vedere la mentalità vincente della Juve, basta vedere come si allenano Chiellini e Barzagli per capirlo. L’anno scorso è stato difficile per me perché sapevo già di venire qui l’anno dopo ma ho mantenuto la mia professionalità e ho dato tutto per l’Atalanta. Io sono felice, mi sento molto bene e sono contento. In tanti ambiscono ad arrivare qui. C’è molto entusiasmo per Cristiano Ronaldo perché in Italia è da molti anni che non arrivano qui dei campioni del genere. E’ il migliore al mondo e la Juve ha fatto un’impresa. E’ giusto che ci sia questo entusiasmo e sono onorato di giocare insieme a lui“.

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Mattia Caldara ha parlato di Chiellini e Barzagli, del suo numero di maglia e della sua esperienza all’Atalanta: “Il treno della Juve passa una sola volta nella vita. Io, insieme al mio procuratore e alla mia famiglia abbiamo deciso che non ero pronto al grande passo all’epoca. Non è solo un cambiamento di maglia ma anche di mentalità perché per arrivare qui bisogna avere una certa esperienza, una certa attitudine al lavoro e una certa mentalità. I miei modelli? Il mio idolo sin da piccolo era Nesta e ho preso il 13 per lui. Dopo qualche anno ho imparato a stimare Chiellini e infatti ho anche il poster in camera e giocare insieme a lui quest’anno è motivo d’orgoglio e già nei primi allenamenti mi sta cercando di aiutare, parlando un po’ di più per aiutare i compagni perché noi difensori guidiamo e vediamo l’azione. Nazionale? Qui alla Juve c’è grande concorrenza ma questo mi stimola molto. All’inizio non sarà facile ma cercherò di imparare dai miei compagni. Sono contento di essere arrivato qui perché mi aiuterà a dare di più e a migliorarmi ogni giorno. Cosa vorrei prendere da Chiellini e Barzagli? Vorrei l’attenzione e il movimento sull’uomo di Chiellini, credo sia unico al mondo in questo mentre Barzagli legge molto bene l’azione in fase di possesso e in fase di non possesso“.

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Chiosa sugli obiettivi personali, sugli juventini che lo hanno impressionato di più da avversario e sui due mister, Gasperini dell’Atalanta e Allegri della Juve: “Il mio obiettivo? Ogni giocatore vuole giocare il più possibile ma so che è complicato però farò di tutto per dimostrare al mister che ci sono, quando deciderà di farmi giocare, e per dimostrare di meritare questa maglia. Famiglia? Senza di loro sono qui. Mi sono stati vicino e se sono arrivato qui è merito loro e ringrazio la mia ragazza che mi aiuta sempre: sono felice di avere tante persone accanto che mi vogliono bene. Gasperini? Il mister mi ha dato tanto in questi due anni e mi ha detto di non aver paura, di cercare di dimostrare le mie qualità e sarò sempre debitore a lui perché ha tirato fuori da me cose che non pensavo nemmeno di avere. Attaccante più difficile da marcare e come marcherei Cristiano Ronaldo? Alla seconda è meglio che non ci penso, per fortuna ora è un mio compagno di squadra. Il giocatore più difficile da marcare è stato Mandzukic perché mi ha sempre dato molto fastidio a livello fisico e caratteriale. Allegri? Si capisce subito perché ha vinto così tanto, sa gestire grandi giocatori perché sa scherzare quando c’è da scherzare e sa essere serio quando c’è da essere seri. Ho parlato poco con lui ma so che mi ha voluto qui e spero di dimostrargli presto il mio valore. L’anno scorso quando giocavo contro la Juve cercavo di dare un mio meglio perché mi spronava dare di più in quelle partite. Lo juventino che mi ha impressionato di più oltre a Mandzukic? Douglas Costa, come minimo salta due uomini, ha qualcosa in più degli altri“.

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